Se siete diventati genitori da poco, preparatevi: le domande indiscrete sui neonati sono dietro l’angolo!
Non importa che stiate ancora cercando di capire come si tiene in braccio un neonato senza sembrare equilibristi e giocolieri, quando si diventa neogenitori arrivano automaticamente domande indiscrete sui neonati. Che siate al mercato, al consultorio o al ristorante con il vostro bimbo, qualcuno vi fermerà per complimentarsi e farvi domande più o meno intelligenti (le seconde purtroppo più frequenti).
Vi è mai capitato poi di ricevere una domanda che lì per lì vi ha lasciato un pò basiti?
Quelle domande dove si abbozza una risposta poco sensata o comunque non quella che avreste voluto dare, un pò perchè presi alla sprovvista, un pò perchè in imbarazzo e ancor più spesso perchè per educazione non vogliamo “freddare” l’altro con risposte che però meriterebbe.
Poi magari arriviamo a casa, ci ripensiamo, e diciamo “cavolo dovevo rispondergli così!”.
A me è successo molte volte e sapendo quanto possa essere una sensazione fastidiosa e quanto, invece, sia liberatorio dare la risposta giusta al momento giusto, ho deciso di darvi qualche indicazione di come rispondere alle domande scomode sui vostri bambini.
A breve arriverà la versione dedicata ai papà!
Ecco un piccolo manuale di sopravvivenza alle domande indiscrete sui neonati, con doppia risposta: una ironica, se volete divertirvi a vedere le loro espressioni, e una seria per quando si vuol mettere a tacere educatamente.
Le 6 domande (scomode) più frequenti sui neonati e come rispondere
1) “Il tuo bambino dorme già tutta la notte?” o semplicemente “Dorme?”
😏 Risposta ironica: “Certo, dorme tutta la notte! Però fa qualche pausa per ammirare le stelle, testare l’acustica della stanza e controllare che mamma e papà non si annoino troppo.” 😆🌙
😊 Risposta seria: “Dorme quanto vuole, come ogni bambino. Nei primi mesi è normale che si svegli spesso per mangiare o per bisogno di contatto. Con il tempo, si stabilizzerà”
2) “Lo allatti al seno?”
😏 Risposta ironica con il SÌ: “Sì di abbiamo optato per l’all you can drink….milk!”
Dai ammettilo questa immagine è meravigliosa e fa un sacco ridere!

😏 Risposta ironica con il No: “No, usiamo il latte artificiale. Il servizio catering per neonati. Dosi precise e senza scioperi.”
😊 Risposta seria con il No: “No, abbiamo scelto il latte artificiale perché era la soluzione più adatta per noi! Lo sazia e cresce bene e sereno”
Ad ulteriori commenti tipo: “Che peccato, il latte materno è meglio” oppure “però il latte artificiale costa e li fa crescere grossi” e altre cavolate di questo genere, ecco 3 e dico 3, risposte ironiche dare dare:
😏 Risposta ironica 1: “Signor*, tranquill* non verrò a chiederle soldi per compralo!”
😏 Risposta ironica 2: “Signor*, sa siamo azionisti della (marca del latte), non potevamo non darlo al bambino”
😏 Risposta ironica 3: “Vabbè Signor*, se diventasse troppo grande verremo da lei a mangiare”
La vergogna di rispondere come vorremmo
Faccio questo piccolo stop alle domande, per proseguire subito sotto, ma credo sia necessario.
Spesso ci vergogniamo a rispondere come vorremmo a certe domande, anche se sarebbero meritate. Ma è bene ricordare una cosa: la curiosità accompagnata da educazione è ben accetta, ma quando la domanda nasconde un giudizio, la nostra gentilezza non deve diventare un’arma per gli altri.
Come si fa a distinguere chi chiede per mera curiosità e chi per “giudicare”?
Facile! Chi commenta in maniera negativa dopo le risposte che dai non sta solo chiedendo, sta implicitamente giudicando le scelte di un genitore. Esempio: “Allatti al seno?” “No”…risposta successiva “che peccato/ perché?/ altri commenti inopportuni! E lo fa spesso senza sapere cosa c’è dietro: difficoltà, rinunce, decisioni difficili.
Sono che l’intenzione non è di ferire, ma l’ingenuità nelle domande, la si può giustificare nei bambini, non negli adulti, che dovrebbero aver imparato da tempo a misurare le parole. La naturale conseguenza deve essere rispondere con fermezza e perché no, anche con un pizzico di ironia.
Attenzione: non si tratta di essere maleducati, ma di difendere il proprio spazio e la propria serenità, specialmente quando l’invadenza è mascherata da “buoni consigli”.
E per chi pensasse, Sara sei esagerata, sono solo domande dettate dalla curiosità, ora non si può più chiedere niente!
Ma abbiate pazienza, ma voi ad una persona senza capelli e con il turbante in testa andreste a chiedere se ha il cancro o è alopecia? Oppure ad un adolescente gli chiedereste se è sessualmente attivo? Perché pensate che fermarvi a vedere un neonato, dia l’autorizzazione a fare qualsiasi domanda con conseguenti commenti in base alla risposta?
La curiosità è lecita, ma la delicatezza è un dovere, non un’opzione.
Volete essere di aiuto o strappare un sorriso ai neogenitori?
Ditegli che ha un bambino meraviglioso, magari chiedete il nome. Ditegli che sta sicuramente facendo un buon lavoro. Ditegli di non aver paura e vergogna a chiedere aiuto. Siate gentili!
Continuiamo con le altre 3 domande indiscrete sui neonati..
3) “Ma non è un po’ piccolo/grande per la sua età?”
😏 Risposta ironica se dicono “piccolo”: “Lo so, cerco di non farlo crescere troppo per questioni di spazio in casa.”
😏 Risposta ironica se dicono “grande”: ” SI effettivamente abbiamo sbagliato ordine, invece di un neonato ci è arrivato un bambino già in formato XXL. Lo sto portando in posta per fare il reso”
😊 Risposta seria: “Secondo le tabelle di crescita al momento è perfetto per la sua costituzione! Il pediatra monitora tutto, quindi non ci preoccupiamo.”
Ovviamente anche qui, ma che razza di domanda è? Anche se aveste ragione ed è più piccolo o più grande per la sua età che facciamo? Proviamo a tirarlo per allungargli le ossa se è troppo piccolo oppure ne affettiamo un po’ se è troppo grande?
Come se ogni bambino non avesse una sua costituzione e una sua genetica!
E poi vi chiedete se sia o meno il caso di dare risposte ironiche!
4) “È Bravo?”
😏 Risposta ironica: “Bravissimo! Sta già preparando il curriculum per la scuola materna e tenta di cambiarsi il pannolino da solo!”
😊 Risposta seria: “Bravissimo come tutti i neonati del mondo! Mangia, dorme, ci sorride e piange quando ha bisogno di qualcosa”
5) “Piange spesso?”
😏 Risposta ironica: “Meno di me quando mi rendo conto che non ho più tempo per fare una doccia in pace.”
😊 Risposta seria: “Per fortuna si! Se non piangesse non saprei quando ha fame/sete o qualsiasi altra cosa.”
6) Domanda/ affermazione scomoda per eccellenza: “Ma sta sempre in braccio? Lo viziate così!”
Questa frase l’ho letteralmente sentita quando ero ricoverata in ospedale per il parto. L’ha detta la mamma della mia compagna di stanza (cioè la nonna) che aveva partorito da 6 ore! SEI ORE!
La scena
La neo mamma per cercare di mettersi la vestaglia, poggia la bambina nella culla. Ovviamente la bambina inizia a piangere (neanche troppo forte). La neo mamma si mette la vestaglia in mezzo secondo e la riprende in braccio. La bambina smette di piangere (che magia eh). La nonna sonoramente esclama qualcosa tipo: “vedi che ha già il vizio della spalla! Non iniziare a viziarla! Non può stare sempre in braccio!”
Io con una pancia enorme, nell’altro letto, non sapevo se ridere, piangere o dire alla ragazza “ti prego non ascoltare tua mamma”!

Parliamo, vi ricordo, di una bambina di 6 ore di vita! E considerando il numero di persone a cui ho sentito dire questa frase mi pare sia un retaggio culturale parecchio diffuso.
Ma non è colpa loro, questo gli è stato detto e insegnato.
Oggi per fortuna sappiamo che non è più così! Assecondare il bisogno di contatto di un bambino piccolo vuol dire crescere un futuro adulto con una buona autostima e senza paura dell’abbandono! Un adulto che potrà avere relazioni sociali sane!
Ovviamente anche per questo ho una fonte ufficiale (altrimenti non sarebbe IL CIUCCIO BLU) di cui parlo in questo articolo apposito e di cui potete trovare gli studi qui (che vi invito a leggere perché fanno capire molto bene come funziona il cervello di un bambino piccolo e di conseguenza perché si comporta in un certo modo).
Torniamo alle nostre risposte.
Cosa rispondere quindi a domanda/affermazione sul “vizio” di tenere in braccio un neonato
😏 Risposta ironica: “Ha ragione! Infatti stiamo valutando se farlo camminare direttamente appena nato o iscriverlo ad un corso di sopravvivenza nel deserto… così evitiamo ogni rischio di vizio!”
😊 Risposta seria: “questa è una vecchia credenza superata. Per fortuna oggi sappiamo che il contatto e le coccole non viziano, ma aiutano i bambini a diventare adulti più sicuri e sereni! (e un po’ meno psyco di quelli che ci sono ora) E noi ne approfittiamo per coccolarlo, ma sia chiaro solo per la scienza eh!”
Posso dire la mia personale opinione? Chi vi dice questa cosa è perché a sua volta se lo è sentito dire e avrebbe tanto voluto tenere molto di più in braccio il suo bimbo! Ecco l’ho detto!
Conclusione
Spero con questo articolo di avervi rassicurato ed avervi fatto sorridere.
Gentilezza ed educazione, a volte diventano terreno fertile per prendersi libertà che non ci si dovrebbe prendere.
Tutti sanno e fanno tutto, meglio di voi che siete i genitori.
Quando si è neogenitori si impara presto a dover mettere paletti, perché le domande indiscrete sui neonati sono solo l’inizio. Domani saranno indiscreti sul rendimento scolastico, sullo sport etc..
Quindi, imparate a fregarvene del giudizio degli altri e a rispondere come meglio credete, anche se spesso ci si ritrova a farlo proprio con le persone che più ci dovrebbero stare vicini, come nonni e zii. Se si offendono amen, gli passerà.
Circondatevi di chi vi sostiene, prendetevi tempo per voi stessi e ricordatevi che ogni genitore sta facendo del suo meglio. 💙
E a voi che domande vi hanno fatto? Scrivetemele sui social così le pubblicherò e man mano aggiornerò l’articolo!





